San Francisco, cuore pulsante della Silicon Valley. Qui, tra grattacieli che guardano l’oceano Pacifico e startup che cambiano il mondo ogni giorno, il Lazio ha deciso di giocare in attacco. Non più solo gestire il presente, ma progettare il futuro.
Con 55 miliardi di euro di export e oltre 1.400 startup innovative, la regione si è già guadagnata il ruolo di terzo polo tecnologico italiano. Ora, però, alza l’asticella. La missione istituzionale della Vicepresidente Roberta Angelilli ha portato alla firma, il 30 aprile 2026, di un Memorandum d’Intesa tra Regione Lazio e Consolato Generale d’Italia a San Francisco. Al centro c’è INNOVIT, l’Italian Innovation and Culture Hub: il primo vero avamposto italiano dell’innovazione negli Stati Uniti.
Non si tratta di un accordo di facciata. È un’infrastruttura operativa pensata per far arrivare le eccellenze laziali direttamente nel motore dell’economia globale.
Tre pilastri per trasformare le idee in opportunità concrete
1. Programmi di Accelerazione Mirati
Le startup e le PMI laziali avranno accesso prioritario e continuativo ai percorsi di accelerazione di INNOVIT. Un programma strutturato in tre fasi:
- Get Ready (preparatoria, online): affinamento del pitch e del modello di business per il mercato americano, con mentorship mirata;
- On Site (immersiva a San Francisco): cinque giorni intensi con workshop tematici, visite a eccellenze californiane, sessioni one-to-one con mentor della Silicon Valley e un Demo Day finale;
- Follow-up: accompagnamento post-evento per trasformare i contatti in partnership reali.
Nel 2026 la Regione ha già selezionato e portato 24 startup e scale-up laziali, divise in cohort verticali, per vivere questa esperienza immersiva nel contesto più competitivo al mondo.
2. Accesso al Capitale di Rischio
Il vero salto di qualità. Il Memorandum apre un canale diretto con l’ecosistema del venture capital della Bay Area. Durante i programmi le imprese laziali possono incontrare investitori specializzati in deep tech, fare pitching di fronte a fondi e corporate venture americani e ricevere feedback qualificati. L’obiettivo è chiaro: superare i limiti del mercato interno italiano e attrarre capitali internazionali per scalare davvero.
3. Specializzazione di Settore
L’accordo è tagliato su misura sulle vocazioni più forti del Lazio, in linea con la Strategia di Specializzazione Intelligente della Regione:
- Aerospazio e Space Economy;
- Scienze della Vita (biotecnologie, farmaceutica e Life Sciences);
- Intelligenza Artificiale e tecnologie digitali;
- Green Tech, Cleantech e AgriTech.
Per ognuno di questi ambiti sono previsti workshop dedicati, networking mirato con player industriali statunitensi e confronti diretti con centri di ricerca californiani.
È politica industriale che si fa concreta: usare lo strumento istituzionale per abbassare le barriere tra le migliori imprese laziali e i mercati globali di tecnologia e capitali. Come spesso accade nelle relazioni Italia-USA, non si tratta solo di affari, ma di costruire relazioni durature tra talenti, idee e visioni.
Il ponte tra le sponde del Tevere e quelle del Pacifico è stato gettato. Ora tocca alle imprese laziali percorrerlo con determinazione. Nei prossimi mesi i risultati – nuovi accordi, round di finanziamento, partnership strategiche – diranno quanto questo Memorandum di San Francisco avrà davvero segnato un colpo d’ala per il Lazio.




