27 anni di premi per la cultura italiana tra scuola, arte e ricerca

The Association of American Educators (AIAE) ha premiato cinque figure attive tra educazione, arte e ricerca nel contesto italoamericano. Al centro, la continuità culturale tra Italia e Stati Uniti.

Si è tenuta ieri alla Columbus Citizens Foundation di Manhattan la 27th Annual Education Awards and Scholarships Celebration dell’Association of Italian American Educators (AIAE), appuntamento annuale dedicato alla promozione della lingua italiana e alla valorizzazione del patrimonio culturale italoamericano. Nel corso della serata, l’associazione ha premiato cinque figure accomunate da percorsi diversi ma unite da uno stesso obiettivo: rafforzare il legame tra Italia e Stati Uniti attraverso scuola, arte, ricerca e impegno civico.

Il riconoscimento di Teacher of the Year è andato a Francesco D’Anna, docente di matematica e fisica con oltre trent’anni di esperienza e oggi in servizio presso La Scuola d’Italia di New York, dove dirige anche il dipartimento STEM e coordina programmi di scambio internazionale.

Nel suo discorso D’Anna ha raccontato l’esperienza newyorkese come una ripartenza personale oltre che professionale: «Ho avuto la fortuna di vincere il concorso e di arrivare qui, entrando in una vera famiglia. A New York ho ritrovato l’entusiasmo che avevo nei primi anni di insegnamento».

Ha poi descritto il rapporto con studenti, colleghi e famiglie come il vero motore del suo lavoro quotidiano: «Mi alzo alle sei del mattino e arrivo a scuola felice. Non vedo l’ora di incontrare i colleghi e di passare la giornata con i miei studenti». 

«Sono profondamente grato a tutte le persone che collaborano con la Scuola d’Italia e ai nostri splendidi studenti».

Il premio per l’arte e il design, l’Excellence in Artistic Design Award, è stato assegnato ad Antonio Pio Saracino, architetto e designer fondatore di APS Designs, studio newyorkese attivo tra arte pubblica, architettura e interior design.

Saracino lavora da oltre vent’anni su scala internazionale e le sue opere sono presenti in spazi pubblici e collezioni museali, dal Centre Pompidou di Parigi al Brooklyn Museum. Tra i lavori più noti figurano The Guardians: Hero and Superhero a Bryant Park, Black Hole realizzata per Expo Milano 2015 e LIFE, installata presso il NewYork-Presbyterian Hospital.

Tra i vari riconoscimenti c’è stato il Cav. Joseph Coccia Jr. Passing the Torch Award, assegnato a Josephine Belli, docente e promotrice culturale da oltre trent’anni impegnata nell’insegnamento della lingua italiana.

Il premio riconosce una carriera costruita quasi interamente attorno all’idea che una lingua sopravviva solo se continua a essere insegnata, praticata e resa accessibile alle nuove generazioni. Belli ha insegnato italiano e cultura italiana in contesti molto diversi, dalle università ai programmi di educazione per adulti, passando per le scuole pubbliche di New York e la direzione di programmi linguistici collegati alla comunità italoamericana.

Nel corso della sua attività ha lavorato in istituzioni come Queens College e ha guidato programmi di lingua italiana sotto l’egida dello IACE presso la Columbus Citizens Foundation, accompagnando studenti di età e background differenti nello studio dell’italiano non come semplice lingua straniera, ma come strumento di accesso a una storia culturale condivisa.

Accanto all’insegnamento, Belli ha sostenuto iniziative concrete di formazione e mobilità. In memoria del figlio Andreas, lei e la sua famiglia hanno istituito una borsa di studio destinata agli studenti di italiano del Fashion Institute of Technology, offrendo loro la possibilità di studiare a Firenze e sperimentare direttamente il legame tra lingua e territorio.

Il suo lavoro si è esteso anche fuori dalle aule, attraverso il contributo allo sviluppo di curricula scolastici e il coinvolgimento in organizzazioni culturali come l’Italian Heritage and Culture Month Committee. Un’attività che riflette una convinzione semplice ma centrale: la continuità culturale non si preserva per inerzia, ma attraverso una rete di insegnanti, istituzioni e comunità capaci di investire nel passaggio generazionale.

Tra i premiati anche Francesco Bonavita, destinatario del Renaissance Award, dedicato a chi contribuisce alla diffusione del patrimonio culturale italiano attraverso studio e ricerca.

Studioso, autore e docente, Bonavita ha concentrato la propria attività accademica sul Rinascimento, sulla storia culturale di Roma e sul rapporto tra arte, urbanistica e civiltà italiana. Formatosi tra Italia e Stati Uniti, ha insegnato in università americane e pubblicato studi dedicati alla tradizione artistica e architettonica italiana.

Un altro dei premi principali della serata è andato a Francesca Costanzo Verga, insignita del Christopher Columbus Leadership Award. Medico specializzato in chirurgia plastica e ricostruttiva, formata tra Roma e Milano e oggi attiva a New York, Verga incarna una figura che tiene insieme professione, leadership e impegno culturale.

Oltre all’attività clinica, è vicepresidente e rappresentante legale de La Scuola d’Italia Guglielmo Marconi, di cui sostiene anche il gala annuale, appuntamento centrale per la raccolta fondi e il consolidamento della principale scuola bilingue italiana del Nord America.

Nel suo intervento, Costanzo Verga ha insistito sul valore storico della presenza italiana negli Stati Uniti e sulla necessità di difenderne il patrimonio culturale: «Dobbiamo ricordare chi ci ha preceduti e ha costruito le basi di ciò che siamo oggi. Veniamo da un Paese che ha dato al mondo cultura, sapere e visione».

Ha poi richiamato l’attenzione sul ruolo della scuola italiana a New York: «La Scuola d’Italia è un progetto fondamentale. È l’unica scuola bilingue italiana in Nord America e rappresenta qualcosa che spesso neppure la nostra comunità conosce abbastanza».

Immagine di Maria Francesca Buono

Maria Francesca Buono

Mariafrancesca Buono, originaria di Ischia, è filologa e critica letteraria. Alla formazione umanistica affianca un costante interesse per ambiti interdisciplinari, che l’ha portata ad approfondire l’ambito comunicativo, il videomaking e l’intelligenza artificiale. Il suo percorso riflette la convinzione che, in una società in continua trasformazione, le competenze trasversali siano essenziali per comprendere e interpretare la complessità del presente.

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