Mercoledì 8 aprile, nella sede della Italian Trade Agency al 33 di East 67th Street a Manhattan, si è tenuta la prima edizione di ITA Talks 2026, il ciclo di incontri promosso dall’agenzia italiana per il commercio estero di New York. L’appuntamento, “Assaporando il Sud”, ha acceso i riflettori sulle tradizioni culinarie di Calabria, Campania, Basilicata e Puglia. Un racconto corale che ha portato in città sapori, storie e identità del Mezzogiorno.
L’iniziativa dimostra come la tradizione sappia dialogare con un pubblico globale, trasformando il cibo in un linguaggio capace di unire culture diverse. La serata è iniziata con un drink di benvenuto ispirato ai tradizionali digestivi italiani: amaro, limone e ingredienti naturali, simile a quanto si consuma comunemente in Italia dopo cena. Tra i protagonisti il “Vecchio Amaro del Capo” dalla Calabria, con le tipiche note di bergamotto.
A introdurre l’incontro è stato Raimondo Lucariello, responsabile delle attività food and wine, che ha sottolineato come l’evento sia stato creato «per valorizzare la ricchezza e la diversità di Calabria, Campania, Basilicata e Puglia». A seguire, Fabrizio Facchini dell’Associazione degli Chef Italiani di New York, Luigi Speranza di La Trafila Pasta Fresca e Davide Marano di Russo Foods & Market hanno guidato gli ospiti in un viaggio culinario nel Mezzogiorno, partendo dalla Puglia.
Dalla regione pugliese è stata proposta una delle specialità più iconiche: le orecchiette alle cime di rapa, preparate con ingredienti semplici ma di alta qualità. «Questo riflette l’essenza della cucina italiana: genuina e ricca di sapore», ha commentato lo chef Fabrizio Facchini.
Dalla Puglia si prosegue con la Campania, rappresentata attraverso prodotti di fama mondiale, tra cui la mozzarella di bufala. Il viaggio culinario si è concluso in Basilicata con le polpette alla lucana e altri piatti che esaltano i sapori autentici e gli ingredienti semplici del territorio.
Durante il buffet conclusivo, curato dallo chef Fabrizio Facchini, gli ospiti hanno potuto assaporare i piatti in prima persona. In questo modo ogni portata è diventata un ponte tra gusto, storia e territorio, trasformando l’esperienza culinaria in un racconto diretto del Mezzogiorno.




