Un bel giorno, Fabio De Luigi: “Un inno al cambiamento”

Un bel giorno, il nuovo film di Fabio De Luigi con Virginia Raffaele, arriva al cinema il 5 marzo: trama, cast e dichiarazioni dalla conferenza stampa

Squadra che vince non si cambia: Fabio De Luigi e Virginia Raffaele tornano al cinema con Un bel giorno per parlarci ancora di famiglia, quella contemporanea, raccontata con ironia e delicatezza, senza rinunciare a una riflessione sul cambiamento..

Il film, che arriverà nelle sale dal 5 marzo con 01 Distribution segna il ritorno alla regia di De Luigi, che firma anche la sceneggiatura – insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda – e guida un cast corale che alterna leggerezza e profondità (e che vede anche la partecipazione straordinaria di Antonio Gerardi).

Tommaso (De Luigi) ha cresciuto da solo quattro figlie, trasformando la sua vita in una caotica ma solida routine familiare: padre a tempo pieno, uomo a tempo zero. Quando le ragazze decidono che è arrivato il momento di rimetterlo in gioco, l’incontro con Lara (Raffaele) – donna brillante e affascinante – sembra aprire uno spiraglio inatteso. Ma entrambi nascondono qualcosa di decisamente ingombrante.

«Le famiglie sono nuclei in continua evoluzione con possibilità di racconto pressoché infinite», ha spiegato De Luigi durante la conferenza stampa. «Il fulcro delle nostre intenzioni era raccontare di due persone adulte che, a un certo punto, si rimettono in gioco. Volevamo raccontare il rilancio da una condizione che apparentemente sembra immobile dal punto di vista sentimentale ma che invece, un bel giorno, può cambiare. Un inno al cambiamento».

Dopo il successo di Tre di troppo, De Luigi e Raffaele tornano a condividere il set, ma con uno sguardo diverso. «Rispetto al film precedente, dove il centro era la formazione di una famiglia, qui raccontiamo due individui che una famiglia ce l’hanno già e si incontrano con questo bagaglio», ha sottolineato il regista. «Al momento non c’è un sequel, poi vedremo».

La sintonia tra De Luigi e Raffaele è reale e si percepisce dentro e fuori dallo schermo. «Lavorare con Fabio è sempre un regalo», ha dichiarato Raffaele. «Siamo molto in sintonia, io sono il suo alter ego femminile e lui è il mio maschile. Da lui imparo sempre qualcosa: sulla direzione della commedia spacca il secondo, ha tempi fantastici. Spero di continuare a lavorare con lui, magari anche in altri generi».

Entrambi sono noti per la capacità di improvvisare, ma – come hanno ribadito – sempre nel rispetto del testo. «L’improvvisazione deve rispettare la scena, che deve stare sempre in piedi», ha chiarito De Luigi. Un concetto ripreso anche dagli sceneggiatori Furio Andreotti e Giulia Calenda: «Scrivere per Fabio e Virginia è un privilegio», ha detto Andreotti. «Sono indisciplinati nel senso più creativo del termine», ha aggiunto Calenda, «ma nel cinema i tempi comici sono sacri e si torna sempre al testo».

Non è mancato un accenno alla promozione sanremese: Virginia Raffaele ha parlato con entusiasmo dell’idea di “portare Fabio a Sanremo”, sottolineando la gratitudine verso il Festival e la gioia di rincontrare Carlo Conti.

Sul set, raccontano, si respirava un’atmosfera autentica. «Mi sono divertita tantissimo», ha detto Betarice Schiros. «È stato un bel giorno quando Fabio mi ha chiamata per il ruolo. Anche se non sono stata sempre sul set, l’aria era davvero quella di una famiglia. Non sembrava lavoro».

Particolarmente significativa la presenza di giovani interpreti (Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi, Arianna Gregori, Leon Castagno, Andrea Silvestrini, Nicola Mayer), tutti alla loro prima esperienza cinematografica. «È molto bello quando succede», ha osservato De Luigi, «perché c’è tanta spontaneità».

Prodotto da Lotus Production, società di Leone Film Group, con Rai Cinema, il film è realizzato con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. La distribuzione internazionale è affidata a Rai Cinema International Distribution.

La sceneggiatura è firmata da Andreotti, Calenda e dallo stesso De Luigi; la fotografia è di Simone Mogliè, il montaggio di Consuelo Catucci, la scenografia di Valeria Zamagni, i costumi di Isabella Rizza e la colonna sonora di Michele Braga.

I produttori hanno definito Un bel giorno «una commedia di buoni sentimenti con attori straordinari, che si amano per forza». E hanno sottolineato quanto, in un momento felice per il cinema italiano, sia importante portare in sala un film capace di parlare alle famiglie, offrendo intrattenimento e spunti di riflessione.

«La cosa fondamentale», hanno concluso, «è trasmettere che questo è un bel film. Il pubblico oggi è informato: percepisce quando un film è scritto, diretto e recitato bene».

E Un bel giorno lo è, prezioso per ricordarci che anche nelle vite più abitudinarie, ingolfate e apparentemente immobili può arrivare, un bel giorno, l’occasione di cambiare tutto.

Immagine di Cecilia Gaudenzi

Cecilia Gaudenzi

Giornalista professionista e storyteller. È nata a Roma nel 1991 “sotto il segno dei pesci”, dove si è laureata con lode in Scienze Politiche, all’Università di Roma Tre e dove vive stabilmente. Musica, cinema, letteratura, politica, serie tv, podcast, reportage e terzo settore. Il vizio di scrivere, di tutto e su tutto ce l’ha fin da bambina. Le piace conoscere, capire, raccontare e soprattutto, fare domande. Crede nello scambio di idee e nella contaminazione. Ha girato l'Africa per dare voce all'impegno di donne e uomini che dedicano la loro vita agli altri. La sua parola preferita è resilienza.

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