Dopo due giorni travolgenti, il lunedì olimpico di Milano Cortina 2026 ha riportato l’Italia con i piedi per terra. Lunedì 9 febbraio si è chiuso senza nuove medaglie per la spedizione azzurra, interrompendo una striscia che aveva portato nove podi complessivi nelle prime due giornate di gara.
Un passaggio quasi fisiologico all’interno di Giochi lunghi e complessi, che non cancella quanto di buono visto finora ma ridimensiona l’idea, forse prematura, di un’Olimpiade tutta in discesa.
Il sogno di conquistare almeno una medaglia in ogni giornata di gara a Milano Cortina si è infranto dunque presto, anche perché il programma di lunedì offriva poche reali occasioni da podio.
La principale chance era rappresentata dalla combinata alpina a squadre maschile. La coppia azzurra aveva costruito una situazione promettente grazie alla grande discesa libera di Giovanni Franzoni, ma nello slalom Alex Vinatzer non è riuscito a rimanere agganciato alle posizioni di vertice.
Il settimo posto finale ha lasciato tanto rammarico, soprattutto in Vinatzer, che non è riuscito ha dare seguito alla grande discesa del compagno, che aveva addirittura proiettato la coppia al comando: “L’ho persa io” la sua ammissione ai microfoni di Eurosport nel post-gara.
“Ero veramente teso, sicuramente era una situazione nuova per me e molto difficile. Hai un compagno giù e non vuoi assolutamente sbagliare. Avrei dovuto prendermi qualche rischio più, se fossi stato solo mi sarebbe venuto più facile, perché non c’è un’altra persona che ci sta male per me“.
Niente medaglie nemmeno dal curling misto. I campioni olimpici in carica Stefania Constantini e Amos Mosaner si sono arresi in semifinale agli Stati Uniti al termine di una partita combattutissima. L’accesso alla finale avrebbe garantito almeno l’argento, ma il verdetto è rimandato: martedì gli azzurri giocheranno la finale per il bronzo contro la Gran Bretagna.
Le buone notizie, però, non sono mancate. La Nazionale femminile di hockey su ghiaccio ha battuto 3-2 il Giappone e ha conquistato per la prima volta nella storia l’accesso ai quarti di finale olimpici, peraltro con una giornata d’anticipo. Un risultato storico che va oltre il medagliere e certifica la crescita di un movimento spesso lontano dai riflettori.
A livello internazionale, la giornata è stata segnata anche dal record olimpico nei 1.000 metri di pattinaggio di velocità di Jutta Leerdam, protagonista di una prova straordinaria che ha attirato l’attenzione di pubblico e addetti ai lavori. La Leerdam ha dato così prova di essere ancora una straordinaria campionessa, nonostante in molti storcessero il naso per la sua sovraesposizione mediatica degli ultimi anni, dovuta anche alla relazione con il celebre youtuber, influencer ed oramai ex pugile Jack Paul, presente (commosso) in tribuna.
C’è un po’ di azzurro anche nella vittoria dell’olandese, e lo si trova nelle dichiarazioni post gara:
“Sentivo la pressione su di me ma allo stesso tempo sono abituata, ho cercato di concentrarmi su quello che so fare meglio, pattinare. L’ho fatto ed è arrivato il record olimpico, e finalmente posso dire di essere una campionessa olimpica. Ho visto Francesca Lollobrigida vincere l’oro, è grandioso ciò che ha fatto. Mi diceva: ‘Devi sorridere, non essere così tesa’, anche oggi me l’ha detto, mi ha supportato tanto! Quello che ha fatto come donna e come mamma, vincendo dopo aver avuto un bimbo, è surreale. Lo dico sempre che è una donna fortissima, è ancora più bello aver vinto dopo di lei“.
Sul lunedì olimpico si è abbattuto infine anche un caso extra-sportivo, diventato argomento di discussione nel villaggio e sui social: quello delle medaglie danneggiate. In diversi casi il gancio del laccetto si è sganciato durante i festeggiamenti, coinvolgendo anche atleti azzurri come Lucia Dalmasso. La Zecca di Stato è intervenuta chiarendo che il problema riguarda il sistema di sicurezza antisoffocamento e annunciando la sostituzione delle medaglie già rovinate.
Nonostante le zero medaglie conquistate ieri l’Italia conserva il primato per numero complessivo di podi e guarda già avanti visto che già oggi, martedì 10 febbraio, la giornata offre nuove opportunità: dallo sci di fondo con Federico Pellegrino, alla staffetta mista di short track, passando per il biathlon e la combinata alpina femminile.
L’Olimpiade è ancora lunga e Milano Cortina ha già insegnato che l’inerzia può cambiare molto rapidamente.




