Come sono andati i Critics Choice Awards

Una cerimonia che ha premiato alcuni dei titoli più forti dell’anno, tra vittorie attese e segnali interessanti in vista degli Oscar, confermando il ruolo dei Critics Choice come termometro (imperfetto ma utile) della stagione dei premi

La notte dei 31st Annual Critics Choice Awards ha celebrato il meglio del cinema e della televisione del 2025 con una cerimonia ricca di sorprese, riconoscimenti importanti e conferme di alcuni dei titoli più discussi dell’anno. L’evento, andato in scena il 4 gennaio 2026 al Barker Hangar di Santa Monica, California, è stato condotto per il quarto anno consecutivo dalla comica Chelsea Handler e trasmesso in diretta su E! e USA Network, consolidando il ruolo dei Critics Choice Awards come un appuntamento chiave nella stagione dei premi, spesso considerato un indicatore significativo in vista degli Oscar. 

Al centro dell’attenzione, sul fronte cinematografico, è emerso il film One Battle After Another, che ha conquistato il premio più ambito della serata, Best Picture, e ha consacrato il suo regista Paul Thomas Anderson come vincitore nella categoria Best Director. Questo titolo, noto per la sua abilità di fondere generi e per la regia incisiva, è stato premiato non solo come miglior film ma anche per la sua visione complessiva, segnando un punto alto nella filmografia recente di Anderson. 

Il giovane Timothée Chalamet ha vinto Best Actor per la sua intensa interpretazione in Marty Supreme, un ruolo che gli ha permesso di mostrare non solo profondità emotiva ma anche una sorprendente maturità recitativa. La sua vittoria è stata accolta con entusiasmo da critica e pubblico, consolidando ulteriormente la sua posizione tra i principali protagonisti della sua generazione. 

Tra le interpretazioni femminili, Jessie Buckley si è distinta vincendo Best Actress per la sua performance nel film Hamnet, un dramma storico che ha commosso la critica per la sua sensibilità narrativa e la recitazione magnetica della protagonista. Anche qui si è trattato di un riconoscimento molto atteso, che premia una performance intensa e profondamente umana. 

Nel reparto delle performance di supporto, Jacob Elordi ha trionfato come Best Supporting Actor per il suo ruolo nel film Frankenstein, un’opera che ha raccolto consensi sia per la regia audace di Guillermo del Toro che per le interpretazioni cariche di tensione.  Parallelamente, Amy Madigan ha vinto Best Supporting Actress per la sua memorabile performance in Weapons, un ruolo che ha sorpreso pubblico e critica e ha messo in luce la versatilità di un’attrice veterana ampiamente rispettata. 

Non sono mancati riconoscimenti per i giovani talenti: Miles Caton ha conquistato il premio come Best Young Actor/Actress per la sua interpretazione in Sinners, un film che aveva guidato le nomination cinematografiche con ben 17 candidature e ha raccolto una serie di premi anche tecnici. 

La serata ha celebrato anche trionfi nel campo della sceneggiatura, della produzione tecnica e delle nuove categorie introdotte quest’anno, come Best Casting and Ensemble e Best Sound, segno di una volontà da parte dei Critics Choice Awards di abbracciare sempre più aspetti dell’arte cinematografica oltre alle sole interpretazioni e al regista. 

Anche sul fronte televisivo il palmarès ha riservato sorprese e conferme. La serie The Pitt ha dominato come Best Drama Series, con Noah Wyle e Katherine LaNasa tra i vincitori nelle categorie attoriali, mentre The Studio ha trionfato come Best Comedy Series, con Seth Rogen premiato come miglior attore in una serie comica, riflettendo la diversità di gusti e il valore dell’intrattenimento di qualità sulla piattaforma Apple TV+. 

Se Netflix ha dominato la categoria delle miniserie con Adolescence, che ha vinto Best Limited Series e vari riconoscimenti attoriali, è stato emblematico vedere il panorama televisivo tornare a riflettere una pluralità di voci e proposte, dal dramma intenso alla commedia leggera, passando per produzioni internazionali come Squid Game, vincitore come Best Foreign Language Series. 

Complessivamente, i Critics Choice Awards 2026 hanno illustrato un anno di cinema e televisione ricco di interpretazioni di grande spessore, storie originali e tecniche raffinate. Titoli come One Battle After Another, Hamnet, Frankenstein e Sinners hanno raccolto lodi per la loro capacità di spingere i confini delle rispettive categorie, mentre sul fronte televisivo le serie vincitrici riflettono la complessità e il dinamismo dell’industria del small screen. Una cerimonia, quella di quest’anno, che non solo celebra i vincitori ma sembra tracciare un sentiero verso i premi futuri, compresi gli Oscar, suggerendo quali storie e quali artisti potrebbero dominare la stagione dei premi 2026. 

Elenco Principali Premi – Critics Choice Awards 2026

Cinema

  • Best Picture: One Battle After Another
  • Best Director: Paul Thomas Anderson – One Battle After Another
  • Best Actor: Timothée Chalamet – Marty Supreme
  • Best Actress: Jessie Buckley – Hamnet
  • Best Supporting Actor: Jacob Elordi – Frankenstein
  • Best Supporting Actress: Amy Madigan – Weapons
  • Best Young Actor/Actress: Miles Caton – Sinners
    (Altri premi tecnici: Casting/Ensemble, Sound, Hair & Makeup, Visual Effects, ecc.)

Televisione

  • Best Drama Series: The Pitt
  • Best Comedy Series: The Studio
  • Best Limited Series: Adolescence
  • Best Actor Drama Series: Noah Wyle (The Pitt)
  • Best Actress Comedy Series: Jean Smart (Hacks)
  • Best Foreign Language Series: Squid Game
    (Altri premi per attori/supporting/serie)
Immagine di Veronica Maffei

Veronica Maffei

Veronica Maffei, giornalista italiana a Los Angeles, racconta la West Coast attraverso cultura, lifestyle, tech e sport. Specializzata nel valorizzare le eccellenze italiane in America, collabora con Mediaset, RAI Cinema, Radio 24 e Italpress. Con passione e professionalità, intreccia storie che uniscono due mondi, portando il meglio dell’Italia negli USA e viceversa.

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