New York ha registrato il numero più basso di sparatorie in un primo trimestre da oltre trent’anni. Secondo i dati diffusi giovedì dal Dipartimento di Polizia, nei primi tre mesi del 2025 sono stati segnalati 140 episodi, con un calo del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il commissario Jessica Tisch ha parlato di un risultato storico, accompagnato da una riduzione generale dei crimini a New York, con trend in discesa in quasi tutte le categorie.
Le sette principali categorie di crimini monitorate dalle forze dell’ordine — tra cui omicidi, rapine e furti aggravati — sono diminuite complessivamente dell’11%, con dati in calo in tutti e cinque i distretti. Gli omicidi sono stati 63, il secondo numero più basso mai registrato nei primi tre mesi dell’anno. Anche nella rete metropolitana si è registrata una diminuzione significativa: i reati gravi sono calati del 18% e, per la prima volta dal 2018, non ci sono stati omicidi nei mezzi pubblici.
Il sindaco Eric Adams ha difeso l’operato dell’amministrazione e delle forze dell’ordine, rispondendo alle recenti critiche dell’amministrazione Trump, che aveva accusato la città di non garantire la sicurezza dei cittadini, in particolare nel sistema dei trasporti. «Chiunque pensi che questa città sia nel caos, semplicemente non la conosce», ha detto Adams in conferenza stampa. «New York City resta la grande città più sicura d’America, senza eccezioni. I numeri lo dimostrano». Secondo il sindaco, le polemiche politiche non riflettono l’andamento reale dei crimini a New York, che stanno tornando su livelli pre-pandemia.
Il commissario Tisch ha attribuito i risultati al lavoro mirato nelle cosiddette “Zone di riduzione della violenza”, aree urbane con alti livelli di criminalità come East New York a Brooklyn, la 125ª strada a Manhattan e il centro di Flushing nel Queens. Qui, l’impiego capillare di agenti ha portato a un calo del 25% dei reati gravi. «Questo lavoro rende i nostri quartieri, e le persone che ci vivono e lavorano, più sicuri», ha spiegato.
Nonostante i segnali positivi, alcuni indicatori destano ancora preoccupazione. Le aggressioni gravi, pur in lieve calo rispetto al 2024, restano su livelli elevati. I reati sessuali sono aumentati del 20%, anche a causa di un ampliamento normativo della definizione di aggressione. In crescita anche la criminalità minorile: il numero di giovani vittime di sparatorie è più che raddoppiato rispetto al 2018, e gli arresti per armi tra i minori di 18 anni sono saliti del 94%. Anche questi dati, dicono gli analisti, rientrano nel quadro complesso dei crimini, che continua comunque a mostrare segnali di miglioramento.