Challengers di Luca Guadagnino debutta nelle sale italiane e americane

Luca Guadagnino al momento è uno dei registi italiani più internazionali, insieme a Matteo Garrone, che lo scorso febbraio era in lizza con Io Capitano per l’Oscar al Miglior film internazionale (andato poi al favorito, La zona d’interesse di Jonathan Glazer) e Paolo Sorrentino, unico connazionale in concorso per la Palma d’Oro al prossimo festival di Cannes col nuovo Parthenope.

Il suo Challengers arriva nelle sale italiane il 24 aprile (distribuito da Warner Bros.) e due giorni dopo, il 26, in quelle americane: avrebbe dovuto aprire l’ultima Mostra del Cinema di Venezia, ma come sappiamo è stato ritirato all’ultimo momento a causa dello sciopero degli artisti di Hollywood. Sarà direttamente al cinema, forte di un cast che vede protagonista Zendaya, una delle giovani attrici più richieste al mondo, affiancata da due colleghi in grande ascesa, Josh O’Connor e Mike Faist, con la fotografia di Sayonbhu Mukdeeprom e in produzione Amy Pascal e Rachel O’Connor con gli stessi Guadagnino e Zendaya.

Basato sulla sceneggiatura originale del drammaturgo Justin Kuritzkes al suo debutto cinematografico, racconta un triangolo amoroso sullo sfondo del mondo del tennis professionale, con uno stile pop contemporaneo attraversato da continue suggestioni erotiche.

Patrick (O’Connor) e Art (Faist) sono due atleti ventenni fisicamente e caratterialmente opposti, che si stanno facendo strada nel tennis agonistico. Il primo esuberante ed estremamente talentuoso, tuttavia disordinato, l’altro timido e meno fiducioso nelle proprie possibilità ma più capace di gestirsi. Sono amici inseparabili e compagni di stanza fin da ragazzini, finché un giorno si innamorano della stessa ragazza, la collega Tashi (Zendaya), astro nascente del tennis destinata a una sfolgorante carriera.  La narrazione li segue nel corso di una quindicina di anni alternando la linea contemporanea ai flashback, mentre la loro amicizia viene pian piano distrutta dall’ingombrante presenza di lei (che finirà per sposare Art), per riunirli in una sfida finale sul campo da gioco quando le carriere di entrambi stanno per arrivare all’epilogo. 

Challengers, ci dice Guadagnino, «è un film sulle complicazioni di una relazione, che comportano il controllo sull’altro, ma in fin dei conti anche su sé stessi. Non sapevo nulla del tennis, ma per me è stata una grande opportunità capire come la dinamica del desiderio e la dinamica del controllo e dell’autocontrollo si rispecchiano nella bellezza e nell’atletismo di questo sport». E Zendaya gli fa eco: «Il tennis è solo una metafora delle dinamiche di potere tra persone che si appoggiano l’un l’altra, forse un po’ troppo».

Il film ha una regia molto potente, piuttosto voyeuristica quando insiste sui corpi atletici dei tre protagonisti (quasi come in uno spot pubblicitario) che tuttavia ci offrono una interpretazione splendida, sostenuta dal montaggio serratissimo di Marco Costa sul quale si innesta con grande effetto la colonna sonora dei premi Oscar Trent Reznor e Atticus Ross. Il racconto di un triangolo sentimentale con al vertice una donna “rovina amicizie” (in effetti discutibile) probabilmente lascerà perplessa qualche spettatrice (me compresa), dal canto suo Guadagnino avverte: «Entrambi i personaggi maschili sono tenuti in pugno da questa donna potente che rappresenta anche un punto di contatto tra loro. E tutti e tre poi oltrepassano i confini che ci siamo imposti con il linguaggio dei desideri».

Elisabetta Colangelo

Elisabetta Colangelo

Giornalista italiana ed esperta di cinema, Tv e celeb, collaboratrice da oltre 20 anni dei più importanti gruppi editoriali italiani e internazionali scrive e ha scritto per Grazia, Vanity Fair, GQ, Donna Moderna, Glamour e molte altre testate.

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