Trasformare il volto di New York: la sfida della gestione dei rifiuti

Se c’è una cosa che New York condivide con molte grandi città del mondo, è il problema dei rifiuti. I sacchi della spazzatura abbondano per le strade, strappati, perdendo liquidi ed emanando cattivi odori che attirano topi e altri animali. Ma cosa succederebbe se la città riuscisse a domare tutta questa immondizia? Beh, potrebbe trasformarsi radicalmente.

Il Dipartimento di Sanità di New York si è impegnato a capire come fare a raccogliere la maggior parte dei rifiuti di New York dai marciapiedi e metterli in appositi contenitori. Penserete: niente di speciale, no? E invece per New York si tratta di una “rivoluzione” che, ovviamente, ha suscitato parecchie risatine, visto che è quello che fanno tutte le città da… decenni.

Se a qualcuno non fosse ben chiaro, a New York la situazione è più o meno quella in foto:

Ma il dettaglio che sfugge a molti è: dove trovare lo spazio per un servizio essenziale in una città che ha così poco spazio a disposizione? Come dovrebbe la città assegnare quello che è diventato il suo bene pubblico più conteso, ovvero la strada? I newyorkesi rinuncerebbero al parcheggio per permettere di ordinare i rifiuti?

Queste domande sono il dilemma di una città fin troppo densa, dove per fare spazio a qualcosa bisogna levare spazio a qualcos’altro. Per essere un po’ meno filosofici al riguardo, va detto che il problema della raccolta dei rifiuti a New York è generazionale: i rifiuti a New York sono stati raccolti principalmente allo stesso modo per decenni, di solito con un paio di persone in mezzo alla strada che si sforzano di sollevare i rifiuti su un camion. Il cambiamento più importante negli ultimi anni è stato il design del veicolo o, se torniamo abbastanza indietro nel tempo, l’animale che lo trainava, ma non il modo.

Eppure, nel 2024, non è così che si raccolgono i rifiuti nella maggior parte delle grandi città americane, o in quelle internazionali comparabilmente ricche: per prima cosa, molte città americane conservano gran parte dei loro rifiuti fuori dalla vista, nei vicoli invece che per strada. E utilizzano cassonetti o bidoni che possono essere sollevati meccanicamente da un camion. Stessa cosa avviene in città europee come Amsterdam, Barcellona e Berlino. Altre città conservano addirittura i rifiuti sottoterra o li spingono attraverso tubi pneumatici.

I rifiuti a New York si caricano solo così

C’è da dire che New York si differenzia in un aspetto da molte altre città: spesso queste ultime servono solo case unifamiliari e piccoli edifici multifamiliari, richiedendo a tutti gli altri di pagare per il servizio di raccolta dei rifiuti. A New York, invece, solo le attività commerciali si affidano a un servizio privato. Ma per le residenze, la città raccoglie i rifiuti gratuitamente, senza differenza tra grattacieli, case popolari o unità unifamiliari. Parliamo di più di 800.000 edifici residenziali, che producono circa 11.000 tonnellate di rifiuti al giorno. Le attività commerciali ne producono altre 9.000 tonnellate al giorno.

Tornando al problema originario, New York e i newyorkesi continuano a chiedersi: dove mettere gli stalli per i rifiuti? Oggi le strade di New York sono occupate da circa tre milioni di posti auto e, nonostante questo, il posto più plausibile per mettere contenitori per rifiuti grandi, robusti e a prova di ratto è per strada, come fanno molte città europee. Ma per farlo, New York dovrà riappropriarsi dello spazio stradale dalle auto. E la città dovrà anche farlo in un momento in cui la concorrenza per quello spazio sta aumentando, e arriva da fonti completamente nuove: piste ciclabili, stazioni di bikeshare, chioschi da pranzo, ritiri di rideshare, zone per le consegne di Amazon, stazioni di ricarica per auto elettriche, zone di carico e scarico e altro ancora.

A febbraio, il governo locale ha presentato un piano per “contenere” i rifiuti; il riciclaggio, che non è così allettante per i ratti, rimarrà per ora sul marciapiede. Per gli edifici con meno di 10 unità abitative, comprese le case unifamiliari nei quartieri periferici, la città ha proposto di utilizzare bidoni standard a due ruote (il classico bidone verde che tutti conosciamo), come fanno già alcuni residenti. I residenti li conserverebbero all’interno, a ridosso delle proprie case o nei giardini di pertinenza, spostandoli per strada solo nei giorni di raccolta. I camion della spazzatura esistenti di New York, modificati con un meccanismo di ribaltamento posteriore, dovrebbero poi occuparsi del normale ritiro.

I palazzi con 31 o più unità avrebbero bisogno di grandi cassonetti parcheggiati per strada. Due di questi cassonetti pare occuperebbero lo spazio di una macchina parcheggiata. Un camion della spazzatura appositamente progettato per il carico laterale solleverebbe poi quei contenitori per lo svuotamento.

E fin qui sembra quasi tutto nella norma. Il problema viene adesso.

Gli edifici di medie dimensioni — quelli che vanno dalle 10 alle 30 unità abitative — sono quelli più complicati da gestire, perché potrebbero produrre troppi rifiuti per i bidoni a ruote, ma non abbastanza per riempire un contenitore. Inoltre, spesso questi edifici tendono anche a non avere sovrintendenti (il corrispettivo italiano di un amministratore di condominio) né compattatori di rifiuti che aiutino la logistica dello stoccaggio in attesa del ritiro. Il Dipartimento di Sanità vuole permettere ai gestori di ciascun edificio di medie dimensioni di decidere se utilizzare bidoni a ruote o contenitori per strada. Tuttavia, per ogni proprietà, la risposta dipenderà probabilmente dalle dimensioni particolari degli ambienti dedicate allo stoccaggio rifiuti, degli ascensori, dei cortili di fronte e dello spazio sul marciapiede.

La soluzione più efficiente — e che occupa il minor spazio possibile — vedrebbe più edifici condividere i contenitori per strada. Questo risolverebbe i problemi delle proprietà di medie dimensioni che hanno troppi bidoni a ruote ma non abbastanza rifiuti per giustificare il proprio contenitore per strada. Ma ci si preoccupa per un altro problema: i contenitori condivisi potrebbero attirare lo scarico illegale, in particolare da parte delle attività commerciali che dovrebbero altrimenti pagare un servizio privato per la raccolta dei rifiuti. A tal proposito, potrebbe rendersi necessaria l’adozione di contenitori elettronici privati, che solo i residenti assegnatari di quel contenitore possono sbloccare tramite una tessera.

A prescindere da tutto questo, il piano richiederebbe almeno 800.000 bidoni a ruote, da acquistare dai singoli residenti e gestori degli edifici (all’inizio andrà bene qualsiasi tipo di bidone, ma entro il 2026 la città ne richiederà uno standardizzato per tutti). E il Dipartimento di Sanità stima che questo piano occuperebbe da 22.000 a 34.000 posti auto — circa l’1 percento dei posti auto in strada della città — a seconda di cosa decidano di fare gli edifici di medie dimensioni. Questo è significativamente meno dei 150.000 posti auto che la città aveva inizialmente stimato lo scorso anno. Il dipartimento ha ridotto quel numero rimuovendo il riciclaggio dal programma e spostando più edifici sui bidoni a ruote.

Le attività commerciali hanno finora funzionato come test. La scorsa estate il governo ha cominciato a richiedere ai ristoranti – e poi ai negozi, e ora a tutte le attività – di conservare i loro rifiuti in contenitori prima della raccolta. La spazzatura per strada è diminuita rispetto a un anno fa, ma c’è anche un numero crescente di scene grottesche come bidoni legati a rastrelliere per biciclette e griglie di scarico per evitare che la gente li rubi.

La città prevede di sperimentare la sua strategia ad Harlem a partire dalla primavera del 2025, e eventuali problemi e soluzioni sarebbero inizialmente testati qui. Il dipartimento prevede di espandersi poi almeno a una parte di ogni distretto entro il 2027, con la speranza di rendere il piano efficace in tutta la città entro il 2030.

E se funziona, non ci saranno più discariche, né topi, né mucchi di spazzatura. Solo strade pulite e ordinate, con spazio per tutto ciò che un newyorchese possa desiderare su un marciapiede.

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