Trump critica aspramente il procedimento legale che lo coinvolge per frode

Il palcoscenico della Corte Suprema dello Stato di New York ha visto protagonista uno spettacolo di Donald Trump, impegnato in un processo per frode finanziaria e bancaria insieme a tre dei suoi figli e al management della Trump Organization.

Il giudice Arthur Engoron aveva cercato di limitare la discussione al caso in questione, ma Trump ha ribattuto affermando che il processo va oltre i fatti, elencando le sue dichiarazioni finanziarie e sottolineando che le banche hanno recuperato tutti i loro soldi. L’accusa riguarda il presunto gonfiamento del valore dei suoi beni per ottenere ingenti prestiti bancari.

Dichiarandosi un “innocente perseguitato”, Trump ha continuato il suo monologo accusando l’attorney general Letitia James di odiarlo e utilizzarlo per guadagnare consensi elettorali. Nel frattempo, il giudice cercava di richiamare l’attenzione del legale dell’imputato per mantenere un minimo di controllo.

Nella conferenza stampa successiva all’udienza, Trump ha proseguito il suo attacco contro James, definendola “squilibrata” e sostenendo che non ci siano prove contro di lui. Ha descritto l’intero caso come una “caccia alle streghe” e ha insinuato l’esistenza di un complotto per favorire la rielezione di Joe Biden, paragonando la situazione a una “repubblica delle banane” tipica di un Paese del terzo mondo.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump ha dichiarato la sua intenzione di partecipare a tutti i processi, incluso quello legato al trasferimento di documenti riservati a Mar-a-Lago al momento del suo lasciare la presidenza, reiterando la sua affermazione di non aver fatto nulla di sbagliato. Al termine della conferenza stampa, i suoi sostenitori presenti nell’edificio hanno scandito il suo nome.

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