ONU: le prospettive economiche del 2024

Il rapporto delle Nazioni Unite sullo stato economico mondiale e le prospettive per il 2024, noto come WESP (World Economic Situation and Prospects), è stato presentato giovedì. Gli esperti dell’ONU prevedono un rallentamento della crescita globale, passando dal 2,7% stimato nel 2023 al 2,4% nel 2024.

Durante la presentazione del rapporto al Palazzo di Vetro di New York, Hantanu Mukherjee, Direttore della Divisione Analisi e Politica Economica, e Hamid Rashid, Capo della Sezione di Monitoraggio Economico Globale, hanno discusso con i giornalisti. Il rapporto sottolinea che la crescita del PIL più robusta del previsto nel 2023, derivante dalla pandemia di COVID-19, ha nascosto rischi a breve termine e vulnerabilità strutturali nell’economia mondiale.

Le proiezioni presentate indicano sfide significative alla crescita globale, tra cui tassi di interesse persistentemente alti, crescenti conflitti, rallentamento del commercio internazionale e disastri climatici in aumento. Si prevede un periodo prolungato di condizioni creditizie restrittive e costi di finanziamento più elevati, rappresentando ostacoli significativi per un’economia mondiale gravata dal debito.

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha commentato il rapporto, affermando che il 2024 deve essere l’anno in cui si esce da questa situazione. Ha sottolineato la necessità di sbloccare investimenti coraggiosi per promuovere lo sviluppo sostenibile, affrontare il cambiamento climatico e rilanciare la crescita economica globale.

Il rapporto evidenzia un aumento dell’inflazione globale, ma si prevede una diminuzione dal 5,7% stimato nel 2023 al 3,9% nel 2024. Tuttavia, le pressioni sui prezzi rimangono elevate in molti paesi, con la possibilità di ulteriori aumenti legati ad escalation di conflitti geopolitici.

Per quanto riguarda le previsioni regionali, gli Stati Uniti vedranno un calo della crescita del PIL dall’2,5% nel 2023 all’1,4% nel 2024, principalmente a causa di fattori come alti tassi di interesse e indebolimento del mercato del lavoro. La Cina, affrontando ostacoli nazionali e internazionali, subirà un moderato rallentamento, con una crescita stimata del 4,7% nel 2024.

L’Europa, il Giappone e i paesi in via di sviluppo si trovano di fronte a sfide con tassi di crescita previsti all’1,2% nel 2024. Il rapporto rileva che i paesi meno sviluppati cresceranno del 5% nel 2024, ma questa crescita è inferiore all’obiettivo del 7% previsto dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

La situazione del mercato del lavoro mostra una ripresa solida nei paesi sviluppati, ma con perdite di reddito reale e carenza di manodopera come sfide principali. I paesi in via di sviluppo registrano progressi misti, con un divario di genere e una disoccupazione giovanile elevata.

La crescita degli investimenti, sia nelle economie sviluppate che in quelle in via di sviluppo, sta rallentando a causa di incertezze economiche, oneri debitori elevati e tassi di interesse in aumento. Il commercio internazionale sta perdendo slancio, con una crescita prevista all’0,6% nel 2023 e un recupero al 2,4% nel 2024.

Il rapporto dell’ONU chiama a un’azione urgente per affrontare queste sfide, sottolineando la necessità di cooperazione globale rafforzata in settori come l’azione per il clima e il finanziamento dello sviluppo sostenibile. La sostenibilità del debito emerge come una sfida critica, specialmente per i paesi in via di sviluppo, a causa dell’incremento dei livelli di debito e delle mutevoli condizioni finanziarie globali.

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