Bazoli: “Se Trump vince le elezioni conseguenze preoccupanti”

Giovanni Bazoli, il rinomato banchiere italiano e presidente emerito di Intesa Sanpaolo, ha affrontato diverse tematiche in un discorso franco e diretto presso la Casa Italiana Zerilli Marimò della New York University. Durante l’evento, Bazoli ha condiviso il suo punto di vista su questioni globali, spaziando dalla vittoria di Trump alla necessità di un ordine mondiale più regolamentato.

Nato nel 1932, Bazoli è diventato nel corso degli anni una figura di spicco nel panorama finanziario italiano. Nel suo intervento a New York, ha iniziato discutendo delle prospettive degli Stati Uniti dopo il 2024, focalizzandosi su una possibile vittoria di Trump e suggerendo che ciò potrebbe comportare conseguenze preoccupanti, basandosi sui sondaggi del New York Times che indicavano un vantaggio del repubblicano su Biden in diversi stati chiave.

Tuttavia, Bazoli ha dedicato gran parte del suo discorso a riflettere sul passato, identificando la fine della guerra fredda come un momento decisivo nella storia mondiale. Ha ricordato il suo incontro con Gorbaciov a Venezia, sottolineando la mancata opportunità dell’Occidente di capitalizzare sulla transizione russa verso prospettive più democratiche dopo la dissoluzione dell’URSS. Secondo Bazoli, le decisioni cruciali di quei giorni non sono state tanto influenzate dal governo di Washington quanto dalle grandi corporation economiche, e ha criticato l’apertura indiscriminata al mercato e al commercio, definendola un errore madornale.

Il banchiere italiano ha argomentato che questa apertura ha portato a una competizione cinese che, a suo avviso, risulta sempre vincente a causa delle regole interne di Pechino. Attualmente, con gli Stati Uniti che hanno perso il ruolo di potenza egemone e altri attori economici stanno emergendo, Bazoli ritiene che il mondo si trovi in una condizione di “ordine globale non regolamentato”, caratterizzato da accordi minimi limitati a beni pubblici specifici.

Bazoli ha anche toccato il ruolo fondamentale della tecnologia, prevedendo che l’intelligenza artificiale avrà un impatto sempre maggiore sulla vita politica degli Stati. Ha esemplificato questo cambiamento di scenario con una riflessione sulla perdita degli spazi naturali a causa dei progressi tecnologici, sottolineando che bisogna guardare con attenzione all’intelligenza artificiale, in quanto potrebbe limitare ulteriormente gli spazi umani.

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